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Cashback, arriva la beffa dei rimborsi ridotti

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La lotteria del cashback e la beffa dei rimborsi...

Sono ormai settimane che in Italia si parla del cash back, ossia il programma ideato dal governo che prevede il rimborso di una quota di quanto speso attraverso pagamento con moneta elettronica, con un tetto massimo di 150€ per 1.500 di spesa.

E’ di questi giorni il richiamo da parte della BCE sull’opportunità e liceità di tale strumento, come ampiamente spiegato da Ulderico de Laurentis su queste pagine a questo link .

Ora emerge una nuova beffa per chi si era registrato e contava sul rimborso per “armonizzare” le uscite: non ci sono soldi sufficienti per rimborsare tutti.

Leggendo sulla gazzetta ufficiale il regolamento relativo al sistema di rimborsi infatti, salta immediatamente agli occhi l’importo stanziato per il primo periodo:227,9 milioni di euro.

Ora, se la matematica non è un’opinione, facendo un rapido e facile calcolo relativo alla percentuale divisibile con gli iscritti che sono quasi 4 milioni, si scopre che al massimo invece di 150 € ogni cittadino potrà riceverne al massimo poco più di 60.

Possibile? Assolutamente si, tanto che la cosa è certificata dal regolamento stesso che spiega come, in caso di fondi insufficienti a pagare il rimborso complessivo, lo stesso verrà ridotto in percentuale.

Insomma, non bastando i soldi il governo si applicherà in autonomia un bello sconto e tanti saluti ai famigerati 150€.

Quella del rimborso cashback sembra quindi profilarsi come l’ennesima promessa non mantenuta dal governo italiano, con però una aggravante che desta un ragionevole sospetto: perché il governo, pur sapendo che i fondi a disposizione erano pochi non ha in qualche modo pensato ad un numero chiuso di iscrizioni, almeno per la prima fase? Forse perché l’occasione per registrare abitudini e disponibilità delle persone a beneficio dell’agenzia delle entrate era troppo ghiotta?

Ce lo chiediamo noi e se lo chiedono anche i rappresentanti di Fratelli d’Italia e dell’opposizione.