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La BCE boccia il cashback di Stato: denaro contante è più inclusivo.

Foto di Bruno /Germany da Pixabay

Il membro del comitato esecutivo Mersch rileva come la misura sia sproporzionata per un potenziale effetto negativo sul contante e in quanto mina la neutralità dei mezzi di pagamento...

Una misura sproporzionata, discriminatoria e che non dà alcuna garanzia di efficacia nella lotta all’evasione fiscale, disincentivando l’utilizzo del contante per motivi puramente ideologici. Si tratta del cashback introdotto di recente dal Governo italiano presieduto da Giuseppe Conte. Un provvedimento che unito alla lotteria degli scontrini e alla fattura elettronica, crea di fatto un sistema di profilazione degli acquisti e delle abitudini degli italiani da parte di uno Stato che con la maggioranza PD-M5S-LEU, si fa sempre più invasivo. Tramite questo sistema infatti, lo Stato entra in possesso della singola transazione effettuata dal cittadino desideroso di vincere alla lotteria, archiviando sui suoi server dati come: l’esercente, il registratore di cassa utilizzato, la data, l’ora, chi è l’acquirente, quanti soldi ha speso e come ha pagato.

Giorgia Meloni, presidente di FDI e dell’ECR party, aveva avvisato del pericolo di intrusione dello Stato nella vita dei privati cittadini, proprio all’avvio di questi strumenti. «Se paghi con carta di credito e fai così sapere a Conte, Casalino, Di Maio, Gualtieri, l’Agenzia delle Entrate e lo Stato tutto, quali sono le tue abitudini, cosa ti piace, cosa compri e da chi e a che ora, allora partecipi a una “lotteria dello Stato” […] Potranno valutare se fai spese “immorali” oppure se sei un cittadino socialmente accettabile», aveva dichiarato la Meloni.

La lettera della BCE che boccia il cashback di stato

Adesso, a dare ragione ai conservatori italiani è arrivata la BCE. Secondo la Banca centrale europea lo strumento potrebbe avere effetti negativi sull'uso del contante, compromettendo l'obbligo di un approccio neutrale nei confronti dei vari mezzi di pagamento disponibili. Lo apprendiamo da una lettera inviata dall’ente regolatore della politica monetaria europea al Governo Conte, nella persona del ministro Gualtieri, pubblicata da Milano Finanza. La lettera è stata firmata il 14 dicembre dal vicepresidente della Bce Yves Mersch.

Necessario dimostrare che le limitazioni al contante siano efficaci per contrastare l'evasione fiscale

Nella missiva un primo colpo al Governo viene dato dalla richiesta di dimostrazione esplicita che la misura sia un disincentivo efficace all’evasione fiscale. La BCE – scrive Mersch - riconosce che incentivare le transazioni per mezzo di strumenti di pagamento elettronici per l’acquisto di beni e servizi allo scopo di combattere l’evasione fiscale può, in linea generale, costituire un «interesse pubblico» che giustifichi la disincentivazione e la conseguente limitazione dell’uso dei pagamenti in contanti. Tuttavia, tali limitazioni o disincentivi devono rispettare il corso legale delle banconote in euro sancito dagli articoli 128, paragrafo 1 e 282, paragrafo 3, del Trattato. Pertanto, sarebbe necessario dimostrare che le limitazioni che incidono sul corso legale delle banconote in euro siano efficaci per conseguire le finalità pubbliche che legittimamente si intende raggiungere attraverso tali limitazioni. Dovrebbe quindi sussistere una chiara prova che il meccanismo di cashback consenta, di fatto, di conseguire la finalità pubblica della lotta all’evasione fiscale.

La limitazione all'uso del contante deve rispettare il diritto dell'Unione

Successivamente arriva anche una stoccata sulla limitazione all’uso del contante.Il decreto del MEF – si legge ancora nella lettera - deve rispettare il diritto dell’Unione; in particolare, qualunque limitazione o disincentivo diretto o indiretto ai pagamenti in contanti deve rispettare i requisiti relativi al corso legale delle banconote in euro. Le limitazioni dirette o indirette ai pagamenti in contanti dovrebbero altresì essere proporzionate agli obiettivi perseguiti e dovrebbero limitarsi a quanto necessario per conseguire tali obiettivi, specialmente alla luce del fatto che le misure di cui al decreto del MEF potrebbero spingere i soggetti aderenti a competere per il più alto numero di transazioni effettuate, che, in definitiva, favorirebbe gli aderenti che effettuano un alto numero di transazioni per importi limitati (ossia importi che altrimenti potrebbero essere pagati in moneta). In particolare, il rimborso speciale di 1.500 euro sembra essere progettato per incentivare l’uso di pagamenti elettronici per importi limitati. Qualsiasi ripercussione negativa del cashback proposto dovrebbe essere pertanto attentamente ponderata in funzione dei benefici pubblici previsti. Nel valutare se una limitazione sia proporzionata, si dovrebbero sempre considerare le ripercussioni negative dell’incentivo in questione, nonché se possano essere adottate misure alternative che soddisfino l’obiettivo pertinente e abbiano ripercussioni meno negative.

In buona sostanza la BCE striglia il Governo italiano sulla lotta al denaro contante, chiarendo abbia vantaggi innegabili rispetto ai pagamenti digitali e che per questo motivo si riveli maggiormente “inclusivo”, coinvolgendo l’intera popolazione nelle iniziative portate avanti.

Il Governo minimizza, ma Fratelli d'Italia torna all'attacco. Meloni: PD e M5S camerieri dei banchieri

“Per anni la sinistra ci ha irretito con il famigerato ‘ce lo chiede l’Europa’. Ma, guarda caso, quando c’è stato da introdurre una misura sproporzionata e discriminatoria come il cashback nessuno tra Palazzo Chigi e il ministero dell’Economia si è posto il problema di chiedere un parere alla Bce”. E la Bce nella sua lettera di richiamo non ha fatto altro che esercitare buon senso, evidenziando come il cashback fatto così discrimina l’uso del contante e non da alcuna garanzia di essere efficace nella lotta all’evasione. Lo aveva sottolineato puntualmente Giorgia Meloni ed è stata additata come amica degli evasori. È amica degli evasori anche la Bce o più semplicemente è il governo Conte ad essere amico delle banche e nemico degli italiani? Allora, una volta di più, il governo faccia quello che ci chiede l’Europa e rinunci a questo folle cashback”. Queste le parole del capodelegazione di Fratelli d’Italia- ECR al Parlamento europeo Carlo Fidanza.

Dal Ministero dell’Economia provano a minimizzare l’accaduto: “non desta né preoccupazione né ripensamenti rispetto all'iniziativa del Governo italiano”. Così secondo fonti del ministero di via XX settembre. Le argomentazioni di Mersch - si aggiunge - hanno un carattere puramente formale (circa l'opportunità di consultare la Bce sul provvedimento) e sono per loro natura non vincolanti. I rilievi formali espressi da Mersh, secondo le stesse fonti, non appaiono peraltro fondati, in quanto come è noto il cashback italiano non limita minimamente l'utilizzo del contante né penalizza chi lo usa, ma tende unicamente a incentivare gli strumenti di pagamento elettronici.

Tuttavia sulla vicenda è tornata anche Giorgia Meloni con un intervento durissimo. «Anche la Bce boccia il “cashback”, il meccanismo ideato dal Governo Conte per garantire le prebende alle banche e per profilare le abitudini degli italiani. La crociata contro il denaro contante, unica moneta a corso legale in tutta l’eurozona, non piace alla Banca Centrale Europea che per la seconda volta redarguisce pubblicamente l’esecutivo rossogiallo, ribadendo che l’Italia fa parte dell’eurozona e che su questa materia ha l’obbligo di consultare l’istituto di emissione. Siamo arrivati al paradosso: addirittura la Bce si indigna per la spudorata campagna per aumentare il volume di affari delle società della moneta elettronica, ma i camerieri dei banchieri del Pd a 5 Stelle ormai hanno rotto tutti i loro freni inibitori». Ha concluso il leader dei conservatori europei.