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Un cloud sostenibile per l'UE

Lunga vita al cloud, ma solo se green: ecco il piano dell’UE

Il cloud è il sistema di storage dei dati usato dati usato da tantissime aziende in Europa. Ecco come l'UE vuole renderlo più sostenibile....

Il cloud, ovvero la tecnologia che rende accessibile dati e risorse da qualsiasi dispositivo, è un sistema essenziale per il funzionamento delle aziende dell’Unione Europea. 

Sebbene questa tipologia di infrastrutture e servizi sia ben radicata nei sistemi produttivi degli Stati Membri, l’obiettivo di Bruxelles è quello di passare al next level

L’idea, infatti, è quella di creare un cloud europeo più avanzato e diffuso da un lato, mentre dall’altro c’è la volontà di ridurre consumi ed emissioni rendendo ancora più sostenibile questa tecnologia. 

Come ha specificato la Commissaria Margrethe Vestager: 

“Un uso più intelligente ed ecologico delle tecnologie digitali è fondamentale per fare in modo che l'Europa diventi il primo continente a impatto climatico zero entro il 2050”

La nuova generazione del cloud

Il percorso strategico firmato dagli Stati membri UE è stato definito “Next Generation Cloud for Europe” ed è molto più di una dichiarazione d’intenti comune. 

Si tratta, infatti, di un piano d’azione vero e proprio che riguarda il cloud, la gestione dei dati industriali ed è uno dei tasselli principali che aiuterà tutto il mondo a raggiungere l’autonomia e l’indipendenza tecnologica. 

L’impegno preso è esoso sia in termini di ricerca che in termini economici: l’Unione Europea, infatti, investirà oltre 10 miliardi di euro per cercare soluzioni innovative sia sul fronte del cloud computing sia dei big data entro il 2027. 

A questo, inoltre, si aggiunge la grande sfida della sostenibilità ambientale, motivo per cui tutte queste innovazioni tecnologiche dovranno prevedere un effettivo taglio delle emissioni inquinanti e rivelarsi, a ogni modo, green e amiche dell’ambiente. 

Gli studi della commissione UE sull’impatto del cloud sull’ambiente

Il cloud è sicuramente una risorsa molto interessante e funzionale quando si tratta di gestire e rendere accessibili tantissimi dati aziendali.

Ma, se da un lato la medaglia della produttività industriale brilla come non mai, dal lato ambientale tutto questo consumo di energia elettrica ha un costo. 

L’effettivo dispendio di energia elettrica dei centri dati europei è stato monitorato da un recente studio della Commissione Europea dal titolo “Energy-efficient cloud computing technologies and policies for an eco-friendly cloud market”.

Tra gli obiettivi c’è sicuramente quello di promuovere delle opzioni tecnologiche e strategiche che riescano a far rispettare gli obiettivi climatici da raggiungere entro il 2050 e prefissati dal Green Deal Europeo, ovvero una serie di processi e ammodernamenti sostenibili che porterebbero il Vecchio Continente ad azzerare completamente il suo impatto sul clima. 

I data center consumano troppo?

I data center, per quanto utili, sono un vero e proprio “pozzo senza fondo” quando si tratta di consumo energetico. 

Secondo le stime della Commissione UE, per esempio, l’energia elettrica sfruttata da queste strutture in Europea passerà dai 77 TWh del 2018 a 98,5 TWh nel 2030, con un effettivo incremento del 28%. 

Stesso discorso varrà per gli edge data center: il loro sfruttamento dell’intelligenza artificiale e IoT applicato al trattamento dei dati, infatti, passerà dall’attuale 2% al 12% entro il 2025. 

Per limitare i danni, quindi, le amministrazioni degli stati membri devono fare una scelta consapevole e scegliere sempre e solo servizi effettivamente sostenibili ed eco-friendly, facendo riferimento a specifici requisiti di trasparenza e di efficienza energetica. 

Quali sono le soluzioni? 

Ma quali sono le soluzioni tecnologiche sia avanzate che green che possono aiutarci ad abbattere i consumi e le emissioni delle tecnologie cloud?

L’elenco è sicuramente interessante e variegato perché vi figurano: 

  • sistemi di raffreddamento d’avanguardia
  • sistemi di riutilizzo del calore 
  • energie rinnovabili per l’alimentazione dei centri dati

Qualche dato sulla diffusione del cloud nell’UE

Secondo l’ultimo rapporto Eurostat, sebbene le tecnologie cloud siano teoricamente accessibile a praticamente tutte le aziende europee con più di 10 dipendenti, pare che questi sistemi di raccolta dati vengano usati solo dal 36% delle imprese UE.

Tra i paesi che più sfruttano questi servizi troviamo nelle prime 3 posizioni i soliti paesi nordici con Finlandia (75%), Svezia (70%) e Danimarca (67%). 

Anche l’Italia sembra essere aperta al cloud, tanto che occupa il quarto posto in classifica. 

In genere, questa tecnologia viene usata per ospitare il sistema di posta elettronica aziendale, per lo storage dei file, per software aziendali e per conservare i database; a questo si aggiungono mansioni più specifiche come la gestione finanziaria e la gestione delle relazioni con i clienti. 

 

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