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Il patentino SAPR spiegato

Patentino europeo per il drone: tutto quello che bisogna sapere

Il patentino per pilotare i droni diventa (quasi) sempre necessari. Ecco cosa sapere per volare in regola...

Partiamo da un presupposto estremamente pratico: dal 1° gennaio 2021, con l’arrivo e l’applicazione della nuova normativa UE per il volo dei droni, il patentino per SAPR (sistemi aeromobile a pilotaggio remoto) diventa un requisito fondamentale per tutti gli appassionati che vogliono far volare il proprio device in sicurezza e legalità. 

Questo patentino, infatti, nasce in un momento di profondo cambiamento, quello in cui si passa dal regolamento ENAC a quello EASA.

Il patentino per drone, infatti, sarà necessario per pilotare tutti i droni APR (Attestato per pilota) che vanno da 0 a 25 chilogrammi e che vengono usati a scopo professionale. 

Attenzione: per chiunque abbia un patentino già valido, questo documento resta utile e valido fino alla sua scadenza, ma è giusto sapere che dal prossimo anno cambieranno sia le regole di applicazione che l’esame per poter essere abilitati al volo. 

Per pilotare un drone superiore ai 249 grammi di peso, infatti, il patentino risulta necessario e obbligatorio a prescindere da quale sarà l’uso che ne verrà fatto, sia esso professionale o ricreativo. 

Per i droni leggeri, in sostanza, non sarà richiesto l’obbligo del patentino specifico e questa, per esempio, è una delle grandi novità introdotte dalla nuova normativa (al momento, infatti, anche i dispositivi più leggeri vanno pilotati previo conseguimento di attestato abilitativo). 

La certificazione APR vale per la categoria Open, specificatamente per le sottocategorie A1 e A3 e il servirà a gestire:

  • operazioni non critiche a scopo professionale con droni da 0 a 25 kg
  • operazioni svolte con qualsiasi drone superiore ai 249 grammi

Come funziona l’esame?

L’esame per il patentino per droni, proprio come quello per le più comuni patenti automobilistiche, viene somministrato come quiz composto da 40 domande a risposta multipla a cui si dovrà rispondere in un’ora. 

Il test viene considerato superato se il candidato totalizza almeno 60 punti che corrispondono al 75% del punteggio massimo raggiungibile (ovvero 80 punti). 

I punti si calcolano così:

  • 2 punti per le risposte esatte
  • 0 punti per le risposte non date
  • 1 punto per ogni risposta sbagliata

Per sostenere l’esame, il costo è di 31€ fino al 31 dicembre 2021. 

Con la nuova normativa UE, infatti, verranno applicati alcuni cambiamenti. 

L’esame potrà essere sostenuto con sei tentativi a disposizione e verrà sostenuto online. 

Sostanzialmente, l’esame può essere sostenuto più volte nell’arco della stessa giornata (due volte) fino a quando non si esauriscono le possibilità. 

Nel caso in cui l’esame non venga passato in nessuno dei sei tentativi, non si potrà ripetere per i successivi 30 giorni. 

A oggi, il pagamento dei 31€ deve essere effettuato solo dopo che l’esame viene effettivamente superato; dal 1° gennaio 2021, invece, il pagamento dell'esame è precedente al primo tentativo e vale per la sessione di sei prove.

SPID obbligatorio

Già a marzo del 2020 ENAC ha ampliato il proprio sito web inserendo la piattaforma dedicata al test per il patentino per droni.

Come è facile intuire, infatti, l’esame si svolge completamente online e per accedere alla piattaforma risulta necessario essere in possesso dello SPID, ovvero il Sistema Pubblico di Identità Digitale per tutti i maggiorenni. 

Per i minori, invece, è necessario registrarsi sul sito e caricare un documento d'identità valido insieme a quello di un genitore.

Come prepararsi all’esame

Per prepararsi al meglio all’esame le soluzioni sono tantissime e tutte facilmente reperibili sul web. 

Qualora, però, si cercasse una fonte ufficiale e gratuita, ENAC mette a disposizione un Syllabus che darà ai candidati tutte le informazioni necessarie per fronteggiare l’esame al meglio.

Trattandosi di un esame online, molti potrebbero sperimentare soluzioni alternative per superarlo, come cercare le risposte direttamente su Google. 

Questa, ovviamente, è una pratica poco consigliabile per numerosi motivi etici, ma anche perché ci si può imbattere in veri e propri trabocchetti che potrebbero costare l’esame intero. 

Le domande, infatti, potrebbero essere formulate in modo, sì, simile, ma comunque diverso, potrebbero subire grosse modifiche nella forma o, addirittura, presentare risposte diverse rispetto a quelle delle precedenti sessioni.